Il mio nuovo impegno

26 Febbraio 2008

Dopo le prime settimane di lavoro in Engineering S.p.A. eccomi che mi riaffaccio sul mio blog (ancora ahimè troppo poco curato :-) per condividere con tutti voi l’inizio di questa mia importante esperienza.

Engineering mi ha dato questa possibilità ed io mi sono gettato a capofitto in questa nuova esperienza, forse anche con troppa incoscienza, guidato da una fortissima voglia di crescere professionalmente e di fare nuove esperienza lavorative. Sono stato inserito in un gruppo di sviluppo software architetturale nell’ambito di un nuovo importante progetto aziendale, in particolare lavoro con il framework .NET (2.0 e 3.0/3.5), nelle tecnologie ASP.NET, C#, Workflow Foundation, e con database Oracle.

Voglio innanzitutto ringraziare i miei nuovi colleghi di lavoro (in particolare Luca R. e Giacomo F.) perchè mi hanno fatto sentire in famiglia fin dal primo giorno che sono arrivato, e perchè sono davvero dei professionisti di primo livello ed ogni giorno mi permettono di imparare davvero tanto del mio lavoro.

Il primo impatto è stato quantomeno frastornante per me: il gruppo di persone che lavora nella mia sede supera le 300 unità ed il lavoro è altamente professionale e strutturato. Inoltre, scendendo un pò nel dettaglio, mi sono ritrovato a lavorare nel cuore del nuovo sistema informativo aziendale in solution di Visual Studio composte da diverse centinaia di progetti, e debbo ammettere che fino a qualche settimana fa ero abituato a progetti di dimensioni ben più ridotte! Comunque apparte il timore iniziale debbo ammettere che un ambiente del genere è altamente stimolante per me, e sicuramente sono contento di avere la possibilità di misurarmi con delle difficoltà di questo livello.

E poi, a livello tecnologico, ho la possibilità di lavorare in un team architetturale, che quindi ha come obiettivo principale quello di progettare e sviluppare i requisiti non funzionali del sistema informativo. Perciò il mio gruppo lavora in modo trasversale su tutti i moduli funzionali del progetto, quindi le conoscenze necessarie per portare avanti il lavoro sono davvero orizzontali alle tecnologie, e questo non può far altro che rendere le attività meno ripetive e più difficili da portare a termine con successo. Debbo riconoscere che tale peculiarità si sposa molto bene con il mio carattere che non mi permetterebbe di fare un lavoro poco fantasioso, ripetitivo e guidato da una scaletta preconfigurata.

Concludo questo post dicendo che mi sto davvero appassionando alla fantastica tecnologia Workflow Foundation e che sicuramente dedicherò in futuro dei post per esporre alcuni aspetti di questa tecnologia che credo ad oggi sia ancora un pò sottovalutata dalla comunità degli sviluppatori.

Cambio luogo di lavoro

19 Febbraio 2008

Ebbene si, dopo 2 anni e 4 mesi ho lasciato l’Oxxxxxt s.r.l. per approdare in Engineering Ingegneria Informatica S.p.A.

E’ stata una scelta molto difficile per me, ma ora ho deciso. Lasciare una strada (in qualche modo) più sicura per prenderne una meno sicura (sicuramente più impegnativa) non è facile, ma ho deciso di provarci perchè ho molta voglia di migliorarmi nella mia professione.

La mia (ormai) ex azienda mi ha consentito di entrare nel così chiacchierato mondo del lavoro appena conclusa l’Università in modo quasi indolore ed in più dandomi occasione di lavorare come sviluppatore in ambito web, e per questo le devo un sentito ringraziamento, perchè era ed è quello che mi piace fare.

In particolare voglio ringraziare Sergio C. che mi ha sempre sostenuto ed i miei “compagni di avventura” del gruppo di sviluppo: Loris O., Andrea A., Adrio C. e a tutti gli altri senza dimenticare nessuno (compresi gli ultimi arrivati nel team Alfredo M. e Luca D.).

Se oggi ho avuto modo di affrontare una nuova esperienza lavorativa lo devo, oltre alla mia testardaggine e volontà di migliorarmi, principalmente a loro che mi hanno sostenuto nel mio cammino professionale.

Sono partito dal modificare dei programmini in VB5 ed in Micosoft Access e sono arrivato a gestire a 360° un’applicazione Web ASP.NET integrata con il sistema informativo aziendale che lavora su SQL 2005. In questo cammino quantomeno tortuoso ho inoltre avuto modo di affrontare le problematiche più disparate, dai conflitti con il cliente alle riunioni con i consulenti di processo, dalla progettazione del database al disegno dell’interfaccia grafica… Insomma credo di essermi dato molto da fare, tuttavia ora è arrivata un’occasione di lavoro che prendo al balzo per andare dritto nella mia strada, che voglio indirizzare verso la crescita professionale e l’acquisizione di conoscenza e competenza: credo siano questi gli ingredienti di una ricetta che possa aiutare un giovane come me in questo (quantomeno intricato) mondo del lavoro, almeno per come ci si prospetta nel 2008.

Cambiare è un rischio, è sempre difficile rischiare su una cosa importante come il lavoro: tuttavia se non si ha mai il coraggio di cambiare allora si otterranno sempre le stesse cose, difficilmente ci si migliorerà. Almeno secondo me.

Giovani, voi siete i primi interessati da questo discorso, cosa ne pensate?

Il Web del futuro

30 Gennaio 2008

Eccomi qua, dopo circa 3 mesi di assenza dal mio blog, ancora un pò “vergine” di contenuti e visite… è un periodo di forte cambiamento professionale per me, forse è proprio per questo che ancora non riesco ad organizzare i miei interventi on-line. Però tra i miei buoni propositi del 2008 c’è quello di curare maggiormente questo blog in modo da condividere le mie idee e riflessioni con chi mi legge, quindi è solo questione di tempo..

Oggi voglio parlare di un argomento che da diversi mesi mi toglie ore di sonno: il web 2.0 o il web semantico, chiamatelo come volete, io lo chiamo semplicemente il “web del futuro” (futuro prossimo, non mi spingo più in là di 4-5 anni).

Diversi seminari che ho seguito allo SMAU 2007 (e qui mi ricollego a dove ci eravamo lasciati) erano incentrati sul “nuovo web” (seminario “Social Software ed Enterprise Web 2.0″ di Luca Mascaro, “Il Web del Futuro: visioni e idee sul web semantico” di Simone Onofri e “La SOA in evoluzione: SOA, Web 2.0 e dintorni” di Marco Raimondo), quindi in questo mio post voglio argomentare alcune mie riflessioni a riguardo.

Al di la di tutte le definizioni che sono state date al Web 2.0, credo che questo “fenomeno” si possa analizzare in modo obiettivo se visto da due punti di vista ben distinti: tecnico e sociale.

Dal punto di vista tecnico credo che siamo tutti spettatori, al di la di ogni “strumentazione mediatica” che ovviamente fa comodo a chi (come il sottoscritto) lavora nell’ambito dell’informatica in generale, non di una rivoluzione, bensì di una evoluzione, la quale passa attraverso un’ottimizzazione di tecnologie che esistono da anni, riutilizzate però in modo diverso. Penso ad esempio ad AJAX, che così tanto ha stravolto l’”apparenza” di tutto quello che troviamo su Internet, che però altro non è che una metodologia innovativa ed intelligente di utilizzo di tecnologie come Javascript, DOM, HTML, CSS e XML, senza addentrarmi in dettagli che possiamo trovare ben spiegati altrove.

Dal punto di vista sociale invece credo che possiamo parlare di rivoluzione del web, perchè Internet può iniziare davvero a far parte in modo consistente della vita delle persone. Penso ai “Social Network”, ai “Blog”, al “Web Sociale” e quindi come il web oggi sia alimentato per la maggior parte da contenuti generati direttamente dagli utilizzatori, piuttosto che da coloro che creano business on-line (anche se molte volte il confine tra le due parti è difficilmente visibile).

E allora dopo queste riflessioni le mie domande sono: Come sarà il web del futuro? Come il nuovo web influirà nella vista delle persone? Quali saranno le tecnologie o le applicazioni che avranno maggiore successo?

Pubblicherò le mie risposte a queste domande in futuri post, intanto voglio sapere cosa ne pensa la blogosfera…

Web Project Management

30 Ottobre 2007

Continuando la rassegna dei seminari che ho seguito allo SMAU 2007, oggi sono qui a scrivere alcune considerazioni sul seminario “Web Project Management: e-commerce redesign”, tenuto dal Sig. Alessandro Ciccarelli.

Inizio subito con il dire che il Project Management è quella disciplina che permette di combinare le risorse disponibili (umane, tecnologiche, temporali) al fine di raggiungere gli obiettivi di progetto prefissati, nei tempi previsti e senza ulteriori risorse. A questa definizione che possiamo considerare generale, dobbiamo aggiungere qualcosa se vogliamo parlare di Project Management in ambito IT ( e quindi in ambito Web). Emergono infatti delle criticità in questo settore:

  1. tempi di sviluppo di un progetto molto ridotti a causa della continua innovazione tecnologica
  2. rapidissima obsolescenza delle tecnologie utilizzate
  3. continue richieste di cambiamento in fase di sviluppo del progetto
  4. necessità di combinare l’innovazione tecnologica con i bisogni del mercato

Dopo questa introduzione, veniamo al seminario.

Il relatore, dall’alto della sua esperienza in progettazione di applicazioni web, ha trasmesso molto chiaramente un messaggio: il problema pricipale del project management riguarda la gestione del proprio tempo. Tutte le considerazioni fatte al seminario sono relative al problema della gestione del tempo. Si è parlato di Business Case, di Pianificazione del lavoro da svolgere, di Analisi del rischio, di Suddivisione del problema in problemi più piccoli in modo da spalmare i compiti a tutti i componenti del team. Possiamo notare come in tutte queste attività la variabile tempo assume una importanza fondamentale.

Ad esempio, nel Business Case è importante stabilire i contenuti del progetto (requisiti funzionali e non, tecnologie utilizzate, risultati misurabili) e concordarli con il committente, in modo che possiamo organizzare il nostro tempo per tale obiettivo, ed evitare che durante lo sviluppo del progetto possano essere cambiate le carte in tavola con inevitabile perdita di tempo oppure che alla consegna del lavoro si perda del tempo per discutere su fatti soggettivi (il sito è lento, la grafica non mi piace più, ecc…).

A mio avviso nei progetti in ambito IT esiste anche un altro problema collegato alla gestione del proprio tempo. Il progetto IT deve essere tecnologicamente allineato per essere un progetto di successo, e questo implica che coloro che sviluppano il progetto abbiano una buona padronanza delle tecnologie di sviluppo da utilizzare, e che quindi esse, prima di iniziare a progettare il lavoro, abbiano avuto modo di formarsi su queste tecnologie e di sperimentarle. Questo collegato al fatto che l’innovazione tecnologica oggi è spaventosamente veloce, pone un quesito: quanta percentuale di tempo lo sviluppatore deve dedicare alla formazione, e quanta allo sviluppo dei progetti?

Detto questo, il problema appare risolvibile solo se il team di sviluppo è formato da un numero considerevole di professionisti: ognuno si occupa di un settore tecnologico limitato in modo da svolgere agevolmente nelle 8 ore lavorative la fase di studio, di prove e di sviluppo, diventando in tal modo competente per l’area di interesse.

Tuttavia, dalla mia breve esperienza nel mondo IT, posso dire che non tutti i team di sviluppo possono ragionare in questo modo, perchè ci sono molti gruppi medio-piccoli, anche formati da 4-5 persone, che debbono portare avanti progetti di un certo calibro.

Purtroppo in questi team di solito il fattore tempo (sempre lui :-) talvolta si trasforma da variabile indipendente, sulla quale delineare il lavoro, a variabile dipendente, con la quale aggiunstare le cose. Ed ecco che il primo passo di solito è considerare l’orario di lavoro solo quel tempo dedicato all’attività di sviluppo, e quindi la formazione si fa la sera dopo cena e nei week-end, togliendo tempo alla vita privata e sociale (cosa sbagliatissima). Questo è il primo passo verso il baratro. Infatti il secondo passo avviene quanndo non basta più l’orario di lavoro per sviluppare, perchè in realtà si deve fare pure manutenzione e correzione dei bug, e senza formazione di bug ce ne saranno sempre di più. Ed ecco che dopo cena si sta ancora a sviluppare. Ed ecco che questo lavoro diventa un incubo.

La risposta a questi problemi sta nel Project Management. Il tempo di lavoro nella giornata è di 8 ore, e basta. Queste ore debbono essere organizzate a inizio settimana, a inizio giornata, quando dobbiamo definire i nostri obiettivi, e di conseguenza le attività che dobbiamo portare avanti, nei tempi previsti. Dobbiamo prevedere le dovute pause, ed il tempo da dedicare alla formazione. A fine settimana dobbiamo valure quali obbiettivi sono stati raggiunti, ed aggiustare la propria metodologia di lavoro e la propria competenza se necessario.

Mi rendo conto che quanto detto può sembrare utopia se calato in alcuni ambienti di lavoro, tuttavia credo fermamente che solo in questo modo si possano creare progetti IT di successo, ed allo stesso tempo essere soddisfatti del proprio operato. E poi, non ultimo, il tempo libero che si riuscirà ad avere a fine giornata non ha prezzo.

Ed ecco che inizia questa mini-rassegna ai seminari che più mi hanno colpito dello SMAU 2007.

Il primo che prendo in considerazione è appunto: “Mobile Marketing & Services: nuove opportunità nella relazione con il consumatore”.

In questo seminario, esposto dal Dott. Filippo Renga, si è analizzato come oggi le aziende italiane (di qualsiasi livello e tipologia) sfruttano i dispositivi Mobile per migliorare i servizi dedicati ai propri clienti. L’utilizzo che si fa di questi dispositivi, per quanto oggi ancora molto limitato, è volto inizialmente a creare valore aggiunto ai servizi tradizionali aziendali, in modo da aumentare la soddisfazione della clientela, che, in tal modo, si vede offrire delle comodità a costo zero. Nel momento in cui questi servizi si affermano, cioè dopo che il cliente riconosce apertamente la loro utilità rispetto alle attività che deve portare avanti, ecco che l’azienda è pronta ad esporre ulteriori servizi, a completamento di quelli gratuiti, che sono a pagamento. Solo ora l’azienda ottiene un ritorno degli investimenti e, perché no, anche un aumento dei ricavi.

In effetti il relatore ha esplicitamente affermato che l’adozione dei dispositivi Mobile in ambito di “miglioramento dei servizi al cliente”, nella filiera delle aziende italiane, è molto limitato, tuttavia è un mercato nuovo, e ci sono aziende che iniziano ad investire; quindi il mercato Mobile in futuro potrà avere molta importaza per le aziende, ICT e non solo, di un certo livello.

Basti pensare che oggi in Italia più dell’80% delle persone possiede ed usa un telefonino personale. Tra qualche hanno, con il ricambio tecnologico, si può immaginare che tutte loro avranno un telefonino “avanzato”, cioè uno “smatphone”, dotati almeno di connettività completa di 3° generazione (UMTS – HSDPA), antenna GPS, fotocamera SVGA, sistema operativo avanzato, client VOIP, browser Internet, ecc… A questo punto il telefonino diventerà il partner tecnologico di ognuno, sarà quello strumento che ci accompagnerà dovunque lungo tutto l’arco della giornata, e che ci fornirà una gran percentuale delle risposte di cui potremmo aver bisogno: voglio controllare le e-mail, voglio postare sul mio blog, voglio condividere questa foto, voglio aggiornare il sito della mia squadra, voglio sapere il risultato di questa partita, voglio pubblicare la nuova versione del mio lavoro, voglio scaricare il file che mi sono dimenticato nel pc dell’ufficio, e potrei continuare ancora. In realtà moltissime di queste cose le possiamo anche fare oggi stesso con i dispositivi esistenti, però non siamo in molti a farlo. Credo invece che tra qualche anno, oltre alle innovazioni tecnologiche, accadrà che queste cose penetreranno nella vita della totalità delle persone che hanno il telefonino, ed a questo punto le aziende che sapranno offrire i servizi a valore aggiunto relativi al mondo Mobile saranno indubbiamente privilegiate.

Sicuramente l’utilizzo di questi dispositivi dipende molto dal dominio delle problematiche, e non esisterà mai una regola generale. Ad ogni modo credo che solo l’immaginare di integrare, ad esempio, un software gestionale usato nell’azienda con gli smatphone dei clienti, porti a delle innovazioni di metodologie di lavoro formidabile, ma al tempo stesso sia solo una briciola di quello che vedremo nei prossimi anni.

Un’ultima considerazione: da qui a dire che tutto questo porterà vero valore aggunto alle aziende ce ne corre di strada… il rischio è quello di ricadere nel ruolo dell’asino che corre dietro alla carota… Va bene innovare, va bene investire in nuove possibilità, tuttavia credo che una buona dose di buon senso e di oggettività sia necessaria per capire, ieri come oggi come domani, il valore del proprio lavoro e di come il mercato valuta quello che facciamo.

Ciao a tutti,

questo è il mio primo post del blog, nel quale parlerò delle mie esperienze e riflessioni sul mondo che mi circonda, in particolare sul mondo dell’IT e della programmazione in generale, cercando di imprimere ad i miei interventi un’ottica del tutto personale e critica.

Questo post vuole essere introduttivo di una serie di interventi che ho intenzione di dedicare alle riflessioni provocate dalla visita allo SMAU, durante il quale ho assistito ai seguenti seminari:

VENERDI 19 ottobre 2007

  • Mobile Marketing & Services. nuove opportunità per la relazione con il consumatore
  • Business Tv, Web TV, Brand TV: i nuovi format per la comunicazione via video
  • Web Project Management, un caso concreto: e-commerce redesign
  • Time Management e Project Management: come gestire progetti e agenda
  • La SOA in evoluzione
  • Mobile Wireless Accessibility. l’azienda nell’era del Web 2.0

SABATO 20 ottobre 2007

  • Il Web del futuro: visioni e idee sul Web Semantico
  • Progettazione di un sistema Single SignOn che permette l’accesso tramite tipi diversi di credenziali
  • Dal Web Semantico alla navigazione vocale
  • Social software e Enterprise (Web) 2.0
  • ActionScript 3.0 e Object Oriented Programming

Cercherò di dedicare un post a quei seminari che mi hanno maggiore spunto in ottica futura, sia in termini di fascino tecnologico che di opportunità di mercato.

Subito un riflessione: va bene che oggi con tale comunicazione non ho più bisogno di andare allo SMAU per scoprire le novità tecnologiche, però questa non è una giustificazione al ridimensionamento dello SMAU degli ultimi anni. Io ad esempio sono andato per assistere ai seminari elencati sopra, non certo per vedere gli schermi futuristici o i robot che ti salutano, però l’imprenditore tipo che va allo SMAU per “annusare” le varie novità e per cercare degli stimoli particolari se ne torna a casa con un unico pensiero: crisi profonda, cerchiamo di contenere le spese e di fare cassa! Credo invece che il messaggio che questo tipo di eventi deve lanciare, proprio in un momento come questo, deve essere: sveglia gente, bisogna aprirsi ed innovare!!