Web Project Management

30 Ottobre 2007

Continuando la rassegna dei seminari che ho seguito allo SMAU 2007, oggi sono qui a scrivere alcune considerazioni sul seminario “Web Project Management: e-commerce redesign”, tenuto dal Sig. Alessandro Ciccarelli.

Inizio subito con il dire che il Project Management è quella disciplina che permette di combinare le risorse disponibili (umane, tecnologiche, temporali) al fine di raggiungere gli obiettivi di progetto prefissati, nei tempi previsti e senza ulteriori risorse. A questa definizione che possiamo considerare generale, dobbiamo aggiungere qualcosa se vogliamo parlare di Project Management in ambito IT ( e quindi in ambito Web). Emergono infatti delle criticità in questo settore:

  1. tempi di sviluppo di un progetto molto ridotti a causa della continua innovazione tecnologica
  2. rapidissima obsolescenza delle tecnologie utilizzate
  3. continue richieste di cambiamento in fase di sviluppo del progetto
  4. necessità di combinare l’innovazione tecnologica con i bisogni del mercato

Dopo questa introduzione, veniamo al seminario.

Il relatore, dall’alto della sua esperienza in progettazione di applicazioni web, ha trasmesso molto chiaramente un messaggio: il problema pricipale del project management riguarda la gestione del proprio tempo. Tutte le considerazioni fatte al seminario sono relative al problema della gestione del tempo. Si è parlato di Business Case, di Pianificazione del lavoro da svolgere, di Analisi del rischio, di Suddivisione del problema in problemi più piccoli in modo da spalmare i compiti a tutti i componenti del team. Possiamo notare come in tutte queste attività la variabile tempo assume una importanza fondamentale.

Ad esempio, nel Business Case è importante stabilire i contenuti del progetto (requisiti funzionali e non, tecnologie utilizzate, risultati misurabili) e concordarli con il committente, in modo che possiamo organizzare il nostro tempo per tale obiettivo, ed evitare che durante lo sviluppo del progetto possano essere cambiate le carte in tavola con inevitabile perdita di tempo oppure che alla consegna del lavoro si perda del tempo per discutere su fatti soggettivi (il sito è lento, la grafica non mi piace più, ecc…).

A mio avviso nei progetti in ambito IT esiste anche un altro problema collegato alla gestione del proprio tempo. Il progetto IT deve essere tecnologicamente allineato per essere un progetto di successo, e questo implica che coloro che sviluppano il progetto abbiano una buona padronanza delle tecnologie di sviluppo da utilizzare, e che quindi esse, prima di iniziare a progettare il lavoro, abbiano avuto modo di formarsi su queste tecnologie e di sperimentarle. Questo collegato al fatto che l’innovazione tecnologica oggi è spaventosamente veloce, pone un quesito: quanta percentuale di tempo lo sviluppatore deve dedicare alla formazione, e quanta allo sviluppo dei progetti?

Detto questo, il problema appare risolvibile solo se il team di sviluppo è formato da un numero considerevole di professionisti: ognuno si occupa di un settore tecnologico limitato in modo da svolgere agevolmente nelle 8 ore lavorative la fase di studio, di prove e di sviluppo, diventando in tal modo competente per l’area di interesse.

Tuttavia, dalla mia breve esperienza nel mondo IT, posso dire che non tutti i team di sviluppo possono ragionare in questo modo, perchè ci sono molti gruppi medio-piccoli, anche formati da 4-5 persone, che debbono portare avanti progetti di un certo calibro.

Purtroppo in questi team di solito il fattore tempo (sempre lui :-) talvolta si trasforma da variabile indipendente, sulla quale delineare il lavoro, a variabile dipendente, con la quale aggiunstare le cose. Ed ecco che il primo passo di solito è considerare l’orario di lavoro solo quel tempo dedicato all’attività di sviluppo, e quindi la formazione si fa la sera dopo cena e nei week-end, togliendo tempo alla vita privata e sociale (cosa sbagliatissima). Questo è il primo passo verso il baratro. Infatti il secondo passo avviene quanndo non basta più l’orario di lavoro per sviluppare, perchè in realtà si deve fare pure manutenzione e correzione dei bug, e senza formazione di bug ce ne saranno sempre di più. Ed ecco che dopo cena si sta ancora a sviluppare. Ed ecco che questo lavoro diventa un incubo.

La risposta a questi problemi sta nel Project Management. Il tempo di lavoro nella giornata è di 8 ore, e basta. Queste ore debbono essere organizzate a inizio settimana, a inizio giornata, quando dobbiamo definire i nostri obiettivi, e di conseguenza le attività che dobbiamo portare avanti, nei tempi previsti. Dobbiamo prevedere le dovute pause, ed il tempo da dedicare alla formazione. A fine settimana dobbiamo valure quali obbiettivi sono stati raggiunti, ed aggiustare la propria metodologia di lavoro e la propria competenza se necessario.

Mi rendo conto che quanto detto può sembrare utopia se calato in alcuni ambienti di lavoro, tuttavia credo fermamente che solo in questo modo si possano creare progetti IT di successo, ed allo stesso tempo essere soddisfatti del proprio operato. E poi, non ultimo, il tempo libero che si riuscirà ad avere a fine giornata non ha prezzo.

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